Rkomi, ospite di Geppi Gucciari a Splendida cornice, si è trovato a parlare della sua esperienza post-Sanremo. Esortato dalla conduttrice ha espresso un parere sulle critiche sollevate rispetto l’uso dell’autotune al Festival. Rkomi l’ha definito “funzionale” aggiungendo in risposta al disappunto di chi l’ha criticato: “Mi dispiace per la loro ignoranza”. Il cantante si è soffermato anche a parlare di come il suo non sia uno stile ricercato ma un modo sempre utilizzato negli ultimi nove anni di carriera musicale. Dal prossimo 9 luglio, Rkomi sarà impegnato nel Decrescendo Summer Tour 25, che lo porterà nelle principali arene all’aperto e nei festival estivi di tutta Italia.
Cantare in corsivo
Dopo l’esibizione a Sanremo con Il ritmo delle cose, Rkomi è stato al centro di critiche sul suo modo di cantare, in particolare sul modo di pronunciare le parole. “Sei stato funestato da chi ti ha accusato di parlare in corsivo, ti hanno dileggiato, imitato e affiancato anche a logopedisti”. Geppi Gucciari introduce l’argomento e Rkomi ha la risposta pronta, ironica: “Credo che sia stato tutto positivo, no? Sono stato nella mente di qualche persona”. E ancora, quando la conduttrice gli chiede da dove nasce il suo stile, il cantante risponde che non si tratta di una scelta ma semplicemente del proprio modo di cantare. “È una scelta stilistica non voluta. Canto così da nove anni, non mi è mai stata detta questa cosa. Però non si smette mai di imparare”.
“Autotune? Funzionale”
Le critiche sull’uso dell’autotune si sono rincorse dopo la fine del Festival di Sanremo. Sia Elio di Elio e le Storie Tese che Valerio Scanu, in particolare, hanno sollevato nelle settimane scorse il proprio disappunto. La polemica si riferisce all’utilizzo di uno strumento che di per sé ha la funzione di correggere l’intonazione della voce e che è stato utilizzato durante l’ultima edizione del Festival da alcuni cantanti in gara. Su questo punto Geppi Gucciari chiede a Rkomi di esprimere una propria opinione. “Se utilizzato come uno strumento vero e proprio, quindi come un’estensione di sé stessi e non solo come correzione secondo me è funzionale”, spiega il cantante. “Mi dispiace per la loro ignoranza. Non conoscono i mondi che esistono fuori dall’Italia. Anche Lucio Dalla ce l’ha insegnato utilizzandolo in un brano molto importante, ‘Kamikaze’. A lui nessuno ha detto nulla. Un brano meraviglioso. Mi rendo conto che questa cosa nuova possa spaventare”.