Shorelle sceglie la Corea del Sud per scrivere K-pop

“Qui non c'è nessun pregiudizio sulle autrici donne”.

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Linda Quero, in arte Shorelle, a 27 anni ha scelto di vivere in Corea del Sud per seguire il suo sogno: scrivere musica K-pop e seguire i suoi progetti dall’inizio alla fine.  Come racconta nell’intervista a Vanity Fair, da Monte Valo, in provincia di Vicenza, l’autrice ha scelto di cambiare completamente la sua vita per trovarsi in un contesto in cui il genere che più ama viene valorizzato. Un luogo dove spiega di sentirsi completamente a suo agio: “Qui non c’è nessun pregiudizio sulle autrici donne, perché ce ne state molte di successo”.

Pregiudizi sul genere K-pop

Il genere K-pop, soprattutto ai tempi in cui Shorelle se n’era innamorata, non era visto come un genere di valore. “In Europa era assolutamente guardato dall’alto in basso, di nessun valore artistico. Eravamo considerati autori di serie C”, spiega l’autrice. “Mentre ora a Seul vedo arrivare tanti autori e musicisti da Los Angeles e Regno Unito, perché qui si produce tantissima musica, che vende anche molto, quindi gli autori guadagnano di più”. Un genere che Shorelle ammette essere molto simile al teatro. “È un genere pensato per essere performativo, come il teatro. In radio rende solo fino a un certo punto: bisogna vederlo, apprezzarne le coreografie, lo stile di uno show completo. In un gruppo, maschile o femminile, ci sono di solito almeno cinque o sei membri, di cui un paio sono rapper tendenzialmente. Ciascuno di loro interpreta un ruolo, più sexy, più da bravo ragazzo o brava ragazza, l’anima ferita ecc. Sono come i personaggi in cerca d’autore di Pirandello e io do loro una voce, penso a quello che potrebbero cantare in determinate situazioni, a come si esprimerebbero”.

Lavorare in Corea del Sud

La vera svolta nella vita di Shorelle è arrivata con l’occasione di vedere una sua canzone scelta dai BTS. “È stata una strada lunga”, racconta. “Nel 2019 avevo visto il loro concerto a Wembley a Londra. Non era un momento facile, ero ancora in università, facevo lavoretti part time per pagarmi le spese e cercavo di scrivere il più possibile. Mentre ero lì, durante l’assolo di Jin nella canzone ‘Epiphany’, mi sono scritta un messaggio sul biglietto del concerto dicendomi di non mollare e di continuare a inseguire il mio sogno”. Come nelle migliori storie a lieto fine, la sua canzone è stata scelta. “Cinque anni dopo il produttore dei BTS mi ha chiamata perché Jin aveva scelto una mia canzone nel suo progetto solista, era ‘Heart on the Window’”. La Corea del Sud adesso è la nuova casa di Shorelle che ci tiene a sottolineare come non sussistano differenze di genere sul lavoro. Essere donna “non è assolutamente un problema. In generale qui non c’è nessun pregiudizio sulle autrici donne, perché ce ne state molte di successo, soprattutto americane e svedesi, che hanno tracciato la via”.

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