Lucio Corsi si racconta a trecentosessanta gradi. Arrivato secondo al Festiva di Sanremo, è uno degli artisti più amati del pubblico, che nel podcast Passa dal BSMT di Gianluca Gazzoli parla della sua musica, dei talent e della sua vita: “Sto vivendo un bel periodo, sono molto felice. Mi fa piacere questa nuova situazione che era inaspettata perché Sanremo rappresentava un salto nel vuoto”.
Tutto troppo forzato
“Non mi è mai piaciuta la strada del talent show”, ha spiegato il cantante. “Non riesco a vedere quei momenti che sono troppo show televisivo, come il giudice che piace e il cantante che si commuove. Tutto troppo forzato. Non posso costruire in pochi mesi un artista, quello si fa con anni di concerti, tentativi e questioni personali. Non può stare a un giudice dire che panni metterti. Richiede del tempo e non mi piace che sia spettacolarizzata. Riconosco però che ci sono vari approcci alla musica”. Una parola importante per Lucio Corsi, la normalità: “Se resti te stesso, è più facile piacere. Quelli che mi sono rimasti nel cuore sotto al palco sono persone normali. Oggi vedo il contrario, sul palco si tende a raccontare più possibile la normalità. A me piace quando sotto si è normali, ma quando si sale non si racconta il mondo com’è. Ripetere ciò che vedi fuori dalla finestra è una noia mortale”.
Su Sanremo Lucio Corsi si è detto contento dell’esperienza. “L’ultimo disco mi ha convinto a candidarmi per Sanremo. Le canzoni mi hanno fatto dire: ‘Ok, è il momento per provare a percorrere questa strada’. Quando fai questo mestiere te lo senti dire da quando sei ragazzino, diventa ridondante. Ho vissuto una battaglia interiore prima di scegliere di andarci. Tanti cantautori che amo ci sono stati senza farsi cambiare, come Vasco Rossi, Lucio Dalla, Ivan Graziani e Rino Gaetano. Altri come Paolo Conte, Antonello Venditti e Francesco De Gregori non ci sono mai stati. Mi sono divertito molto, ero già felice dopo la seconda sera. La musica per me non è una competizione. Il mio sogno è quello di stare sempre in tour tutta la vita”.